piazza_campidoglio

La regola universale della corruzione: …vuoi tutto e subito? cercati un alibi e un capro espiatorio e paga qualcuno che lo ottenga per te.

Monte Capitolino, Roma.

La sede di rappresentanza del comune di Roma sorge sul bellissimo Monte Capitolino o Colle del Campidoglio, sorvegliato dall’Imperatore Marco Aurelio e se è vero che la Bellezza salverà il mondo, qui il mondo è salvo! Sull’ imponente portone sembra esserci oggi una frase che niente ha a anche fare con le belle citazioni dell’Imperatore a cavallo: “Sopra c’è la terra dei vivi, sotto quella dei morti ed in mezzo ci siamo noi”.  Firmato ”la nuova mafia romana” Un’enorme scritta invisibile che si accende solo nella mente di chi alza gli occhi al cielo, in questa splendida piazza. L’indagine della Procura di Roma, venuta a galla in questi giorni si chiama appunto ”Mondo di mezzo” su una criminalità autoctona e originale che si è adattata perfettamente ai tempi. Trentasette gli arrestati e una quarantina gli indagati a piede libero tra i quali (ahinoi!) l’ex sindaco Gianni Alemanno. La figura di spicco e di riferimento dell’articolata organizzazione si incarna in un criminale che proviene dal clan della Magliana soprannominato ”il guercio” tal Massimo Carminati, coinvolto in numerosi processi per gravissimi episodi delittuosi. Una mafia originale senza abito marrone, in velluto a coste larghe, coppola e lupara ma come descrivono i Procuratori “un vincolo associativo e una forza intimidatrice, in grado di dare all’esterno una immagine di persuasione e paura” Una struttura tipica da banda. Il complesso sistema coinvolge politici, amministratori, imprenditori e criminali comuni, da strada, alternando corruzione e violenza verbale minacciosa. Il mondo di sopra è rappresentato dalla politica, quello di sotto dalla criminalità e in quello di mezzo c’è  Carminati e i suoi scagnozzi, che stringono in una tenaglia di seducente corruzione i due mondi estremi. Una vera e propria cerniera tra vita e morte, tra politica di Palazzo e strada, tra legalità e il suo contrario. Un esempio tra tutti: i famigerati ed emorragici flussi migratori dal nord Africa: ”L’ex capo della polizia provinciale, il cocco bello di Veltroni, aveva un ruolo chiave e nella sua qualità di appartenente al tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i ‘migranti’ e titolari di protezione internazionale, ha compiuto atti contrari ai suoi doveri d’ufficio al fine di creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dai soggetti economici riconducili a Buzzi e Coltellacci, entrambi della società Eriches 29”.  Capito la solidarietà?  Odevaine (oltre ad ex capo della polizia anche vice capo gabinetto dell’amministrazione Veltroni) riceveva una retribuzione di 5.000 euro mensili!  Nello stesso capo d’imputazione e’ citato anche Mario Schina (responsabile del Decoro urbano del Comune dal 2005 al 2007 sempre durante la giunta Veltroni) ora agli arresti domiciliari, perché ritenuto intermediario in cambio di 1.500 euro mensili. Ah la politica! Gira e volta balla e svolta, li crea davvero i posti di lavoro… e pure molto ben retribuiti!  Basta osservare sempre il motto simbolo dei mascalzoni che ci governano: do ut des! e ancora con l’antico poeta Giovenale: ”a Roma tutto si compra!”

Marco Aurelio in Campidoglio

La statua di Marco Aurelio a cavallo al centro della piazza

Marco Aurelio fu un Imperatore buono e il difensore dell’idea di un Impero che sia ”del migliore” contro ”l’eredità del sangue” Fu molto fedele al Senato e fu uno strenuo difensore dei confini dell’Impero. Era attento al destino degli schiavi ed era rispettoso del suo popolo, ma fu anche il Padre di Còmmodo. Figlio sciagurato e malvagio da cui venne ucciso e sottratto al Trono.   Sarà l’ombra di Commodo che lascia un’ inquietante marchio d’infamia sul Monte Palatino?  No. Non sono ombre. Sono uomini in carne ed ossa. Politici che abbiamo scelto per farci rappresentare. Li abbiamo scelti in parte votandoli e in parte subendoli, complici anche noi di quel mondo di mezzo che ci stringe tra la vita e la morte. Tra lo scandalo e la morale. Tra il delirio e la realtà. Il movimento 5 stelle è la prima forza politica in Italia che oggi chiede a gran voce lo scioglimento del comune di Roma, prima che venga commissariato, per evitarne il marchio infamante che ne seguirà.  Il buco di bilancio procurato dalla fitta e complessa, enorme rete di corruttele e malaffare costa ai contribuenti italiani (a noi!) centinaia di milioni di euro l’anno! Quisquilie…

Gerardo De Martino, m5s Toscana

gerardodemartino.com

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