NINO DI MATTEO

Senza memoria non c’è futuro

Nino Di Matteo nel  mirino di Cosa Nostra rischia di essere ammazzato come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Il Pm Nino Di Matteo, che ha fatto della seria lotta alle cosche, uno dei principali doveri verso la società civile, è  considerato a Palermo ”un morto che cammina!”

La sua carriera e la sua vita sono in pericolo da molto tempo e solo l’attenzione dei cittadini rende più difficile il lavoro sporco della mafia.

La Direzione Nazionale Antimafia,  che è la sua grande aspirazione, gli ha negato l’accesso fino a ora. Solo oggi, segnalazioni allarmanti dalla Procura di Palermo, ne hanno indotto l’azione a suo favore.  Ma Nino Di Matteo non accetta contentini e rifiuta garbatamente, non più disponibile al trasferimento d’ufficio: ci andrà dopo aver vinto un regolare concorso per meriti e titoli che certo non gli mancano!

Egli stesso dichiara: “La mia aspirazione professionale di continuare a lavorare sulla criminalità organizzata trasferendomi alla Dna si realizzerà eventualmente solo se e quando sarò nominato in esito a una ordinaria procedura concorsuale”

Nino Di Matteo vegliò la bara del giudice Paolo Borsellino, fatto esplodere nel ’92  e quello fu il suo punto di svolta.  Paolo Borsellino lascia il segno: ”la mafia mi ucciderà ma non sarà una vendetta. A volere la mia morte saranno altri”

Lo Stato italiano scende a patti con la Mafia,  il Pm Nino Di Matteo ne guida il processo.

“l’accusa che noi muoviamo non è quella di aver trattato con la mafia che è eticamente riprovevole,  ma penalmente non punibile.  Accusiamo gli imputati di aver fatto da ambasciatori per le richieste mafiose”

Quando nel 2013 fu aperto il processo, i giornali titolavano: “Lo Stato processa se stesso”  e poiché il patto tra Stato e mafia perdura ancora oggi,  il magistrato Nino Di Matteo è sorvegliato da 42 guardie del corpo.  Nove lo seguono passo passo e altre 33 sorvegliano la sua casa e la sua famiglia e controllano le strade su cui si muove.   Di Matteo ha  55 anni  e  vive sotto scorta da 24!

”In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. Mi hanno delegittimato, stavolta i boss mi ammazzano”  Giovanni Falcone

Nel frattempo in Italia un gradasso borioso, tal Renzi, premier e segretario di partito,  modifica la Costituzione riscrivendone gli articoli ad Personam o ad Partitum.

Gerardo De Martino

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