GRILLO E’ UN TIRANNO! LO SAPEVATE?? Leggete Qui

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La vera tirannia è quella di una maggioranza con-cordata

Volontà generale e Volontà della maggioranza                                                                  #ogni riferimento a Roussou è puramente casuale#

Le Regole della democrazia restano tali anche quando diventano eccezioni

Se le regole servono a dare pari opportunità e diritti a tutti, limitando i comportamenti lesivi verso il prossimo, è pur vero che ad ogni regola corrisponde naturalmente,  una o più eccezioni, che la confermano,  sia per prevedere casi particolari che per facilitarne l’attuazione e la verifica.

Le eccezioni servono ad oltrepassare quei vizi di forma burocratica che frenano e allontanano il perseguimento di un’azione,  poichè una regola non è perfetta  e  deve essere sviluppata durante il suo esercizio. Le eccezioni inoltre, possono volgere al bene di pochi,  ed in questo caso essere malevoli e disoneste.  Oppure,  possono volgere ad un bene oggettivamente accettato. La valutazione dell’una o l’altra, dipende esclusivamente dall’onestà intellettuale di chi gestisce un’organizzazione, la cosa pubblica, ma anche la famiglia, un’impresa e quant’altro.

Il M5S nel particolare, è un’organizzazione politico-sociale strutturata sulla base del suo fine ultimo, perseguito da tutti i suoi partecipanti attivi,  che è quello di  ridurre il divario, creato da decenni di gestione faziosa e corrotta della Repubblica,  tra volontà generale e volontà della maggioranza.  La volontà generale è l’unica che ricerca il bene pubblico e collettivo.  La volontà della maggioranza invece,  può non coincidere con quest’ultimo, sviluppandosi su interessi personali, e potendosi trasformare in una tirannia della maggioranza.  Come si può, allora, far coincidere queste due volontà?  Cercando una gestione pubblica non faziosa (ahimè,  sempre di più difficile visione a giornalisti e politici,  e inevitabilmente ad un popolo poco informato) o sorretta da virtù e rettitudine di spirito dei rappresentati della Repubblica

Collochiamo ora, l’accaduto di Genova su una prospettiva differente, tentando di spiegare il concetto sovraesposto, nonché ricercato dai fondatori del M5S e dimenticato o mai saputo, da una parte di sedicenti attivisti che popolano i meet-up

A Genova, dopo una votazione secondo le regole previste dal movimento, vince la candidata Cassimatis, e fin qui nulla di difficile.

Poniamo adesso che una persona qualunque,  e a maggior ragione il garante del moVimento, si accorga di alcune irregolarità,   inevitabili in Democrazia e non soggette a regolamento perché difficilmente provabili o facilmente strumentalizzabili,  che scaturiscono da una visione partitica della politica e di gestione di essa, e che tirannicamente se ne impossessi, allontanandosi dai principi di cui sopra:  nasce un’accusa!  Quando nasce un’accusa in democrazia, si intraprende un processo che di fatto, nel caso specifico, è presieduto dall’entourage ufficiale del moVimento (Grillo, Parlamentari, Portavoce e via dicendo) e da tutto il popolo attivo che lo sorregge.  A questa Giuria si pongono le accuse, le prove, le testimonianze e la difesa,  e si procede ad una votazione democratica, nell’intento di perseguire la volontà generale

Di questa votazione, ci tengo a sottolineare, è giusto, e non altrimenti, che si informi e partecipi anche l’attivista di altre località nazionali, ad es. l’attivista di Messina o di Como,  per due ragioni fondamentali:  la prima è che un attivista di un’altra Regione non vale meno di uno proveniente da un’altra località.  La seconda è che il bene collettivo si struttura anche nella gestione dei comuni,  perché una macchina non funziona se tutte le sue parti non cooperano insieme e perché esso è perseguibile solo abbandonando visioni disgregative, anche di appartenenza geografica.  Pertanto, è dovere del cittadino, informarsi e aiutare l’intera comunità nelle scelte da effettuarsi.

Si pone a votazione, dopo attenta valutazione fattoriale multivariata, la possibilità di creare un’eccezione alla regola, che altro non fa che confermarla al tempo stesso, perché le eccezioni,  fatte con onestà intellettuale,  prese da una popolazione attiva ed informata, onesta e retta, come negli ideali di JJ Rousseau,  non bloccano la Democrazia ad una fase stagnante ed ambigua,  ma anzi, ne fortificano la propria identità.

Ricordiamoci che la persecuzione pedissequa delle regole è tipica degli stolti e degli automi (tanti ce ne sono nella burocrazia) e le eccezioni malevoli,  che sfruttano la lentezza della burocrazia,  sono proprie della democrazia faziosa e corrotta.

Una più che legittima indignazione è quella generata dall’eccezione creata per Minzolini,  dalla stupida presa di posizione della cittadinanza napoletana contro Salvini (non per simpatia di Salvini, ma per non averla presa per i gravissimi fatti, ad esempio, di Loreto Mare, o contro una mentalità mafiosa, che viene prima della mafia stessa e via discorrendo…) ed ancora, è quella generata dal condannare i piccoli evasori e patteggiare coi grandi,  dall’affare CONSIP,  dall’affare  MPS,  dalla mortificazione a cui la maggior parte degli italiani è soggiogata… dovendo fare i compiti a casa assegnati da Governi non votati,  oppure vedendosi tagliare la ricerca e la cultura,  dalle quali dovrebbe nascere una forte identità cittadina in ambito politico-sociale, civico, ecologico e filosofico, attiva e non rassegnata, da cui venga partorita una classe dirigente onesta, competente e non corrotta  (dalla cultura, infatti,  nasce la forza e da essa si forma la nostra identità e con essa prendono forma le nostre azioni) e ancora, dovendo assistere  alle scempiaggini sull’acqua pubblica,  sulla sanità,  sul lavoro,  sull’ambiente,  che tanta distruzione sta subendo, causa ignoranza ed interesse economico.

Infine si urla alla dittatura, ma essa esiste già:   la povertà e i disoccupati sono il fondamento degli agi degli abbienti e dei potenti,  i quali evitano loro di perseguire fini costituzionalmente e/o universalmente previsti, allontanandoli dalla libertà e dalla ricerca della propria naturale felicità!

Ma tutto questo, è meno interessante di un ex-comico che fa da garante morale ad un movimento di cittadini attivi.

Marco De Martino

www.gerardodemartinomovimento5stelle.it

 

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